Archivio di aprile 2015

Parere: la fatturazione dell’aggio di riscossione

24 aprile 2015 Pubblicato nella categoria News 

E’ stato posto il quesito diretto a conoscere se sussista, per le società affidatarie del servizio di riscossione dei tributi iscritte all’albo ex art. 53 del Dlgs n.446, l’obbligo di emettere fattura per il corrispettivo ( aggio) percepito a seguito della riscossione dell’entrata pubblica.
A tale riguardo, occorre operare alcune preventive chiarificazioni.
L’aggio riscosso nei termini suindicati, è soggetto ad IVA sulla scorta di una normativa in vigore prima delle disposizioni contenute nel d.lgs. 179/2012, rubricato «Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese», che esonerava dal tributo solo il corrispettivo strettamente collegato alla riscossione dell’entrata, escludendo quello relativo alle attività di accertamento e liquidazione In tal senso depongono ripetute risoluzioni dell’Autorità amministrativa.
Erroneamente viene menzionato come rilevante e produttivo di effetti per le società ex art 53 del Dlgs 446 il DM del 2 dicembre 1980, normativa che non è, applicabile al rapporto che si instaura tra l’Ente locale concedente e la società predetta.
Come si desume agevolmente dalla lettura del titolo, infatti, il decreto ministeriale si riferisce alle operazioni effettuate dagli esattori comunali e consorziali, ovvero dagli agenti della riscossione, ossia da Equitalia, in conseguenza della riforma di cui alla legge 22 novembre 2007, n. 265.
Le operazioni di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi, svolte dalle società iscritte all’Albo ex. art 53 d.lgs. 446/97, rientrano a pieno titolo nella categoria di attività d’impresa, potendo esse sussumersi sotto la fattispecie di prestazioni di servizi a titolo oneroso, di cui l’aggio trattenuto rappresenta il compenso.
La materia che qui ci occupa rimane, dunque, disciplinata dal D.P.R. n. 633/1972, ragione per la quale permane l’obbligo per le Aziende concessionarie del servizio di riscossione dei tributi locali di emissione della fattura relativa all’aggio trattenuto in funzione di tali operazioni.

Determinazione n. 5/2015 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, in materia di effetti della domanda di concordato preventivo ex art. 161, comma 6, del Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e ss.mm.ii. (c.d. concordato “in bianco”) sulla disciplina degli appalti pubblici.

22 aprile 2015 Pubblicato nella categoria News 

Determinazione n 5_2015 ANAC

Obbligatoria l’iscrizione all’Albo anche per la riscossione spontanea delle multe

22 aprile 2015 Pubblicato nella categoria News 

La società privata che intende effettuare il servizio di gestione delle sanzioni al Codice della strada deve essere iscritta all’albo ministeriale, pena l’esclusione dalla gara. Lo ha chiarito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1999/2015, confermando l’esito del giudizio di primo grado.

Nel caso in questione viene censurato un bando di gara che non prevede, tra i requisiti di partecipazione, l’iscrizione all’albo nazionale dei soggetti abilitati alla riscossione delle entrate locali, previsto dall’articolo 53 del Dlgs 446/97. Il Comune si è difeso rilevando la violazione del principio di libera concorrenza, ritenendo sproporzionata la previsione del requisito rispetto a un’attività che prevedeva la riscossione spontanea delle sanzioni, non anche quella coattiva. I rilievi sono stati però respinti dal Consiglio di Stato, il quale evidenzia che l’iscrizione all’albo per lo svolgimento di questa attività, oltre a essere obbligatoria per legge, costituisce una garanzia per lo stesso ente locale che affida le proprie entrate a un soggetto privato. La previsione di legge non si pone quindi in contrasto con le direttive comunitarie e non assume alcun aspetto discriminatorio, neppure invocando la sentenza della Corte di giustizia Ue del 10 maggio 2012, pronuncia che ha solo ritenuto eccessivamente alto il requisito del capitale sociale di 10 milioni di euro per accedere all’albo nazionale, riconoscendo implicitamente la legittimità dell’obbligo di iscrizione all’albo. Requisito che deve essere posseduto dall’impresa anche se l’attività riguarda solo la riscossione spontanea delle entrate e non anche quella coattiva. Sul punto il Consiglio di Stato fa presente che non assume alcun rilievo la circostanza che l’adempimento sia spontaneo o coattivo, integrando in ogni caso un materiale introito di somme, quale che sia la provenienza e la loro fonte.

Si tratta di considerazioni pienamente condivisibili e in linea con il dettato normativo, che non distingue l’attività di riscossione spontanea da quella coattiva D’altronde la riscossione coattiva rappresenta una fase, peraltro eventuale, dell’intero procedimento di esazione. Si dovrebbe pertanto considerare l’attività di riscossione in senso ampio, privilegiando una gestione unitaria. In tal caso il concessionario avrebbe tutti gli elementi utili per attivare efficacemente la procedura coattiva, in grado peraltro di rispondere ad eventuali contestazioni riguardanti la pretesa.

SENTENZA 22 04 2015 (2)

Atto di segnalazione all’Anac in merito alle spese di gestione delle procedure di gara delle Centrali di committenza poste a carico dell’aggiudicatario

22 aprile 2015 Pubblicato nella categoria News 

La segnalazione costituisce un’ulteriore conferma dell’illegittimità delle condotte poste in essere da ASMEL, la quale, pur qualificandosi (indebitamente) quale centrale di committenza, pretende il pagamento di compensi e spese del tutto indebiti.

E’, quindi, del tutto illegittima, anzi nulla, la clausola del bando ASMEL che pone a carico delle società aggiudicatrici una cospicua somma in suo favore per l’attività posta in essere.

Segnalazione_n. 3_del_25.02. 2015 ANAC

Determinazione n.3_2015 ANAC

Riforma appalti, stop alle deroghe

16 aprile 2015 Pubblicato nella categoria News 

Il relatore della riforma al Senato, il Pd Stefano Esposito, ha inserito alcuni emendamenti integrativi del testo base che egli stesso aveva presentato una decina di giorni fa, che prevedono uno stop agli appalti in deroga alle procedure ordinarie previste dal codice degli appalti, con l’eccezione (limitata e comunque regolamentata con controlli potenziati e forme di pubblicità successive) dei lavori urgenti svolti dalla protezione civile in seguito a calamità naturali.

Di seguito il testo degli emendamenti presentati dal Relatore Esposito.

senato.it – Emendamenti di Commissione relativi al DDL n

CIRCOLARE N. 2/2015 IN MATERIA DI SPLIT PAYMENT

14 aprile 2015 Pubblicato nella categoria Circolari Anacap 

In allegato la Circolare N. 2/2015 di ANACAP, in m…

La Regione non può creare tributi sui rifiuti. Sentenza Corte Costituzionale n. 58/2015

13 aprile 2015 Pubblicato nella categoria News 

Le regioni non possono istituire con propria legge tributi autonomi sui rifiuti. Lo stop arriva dalla Corte Costituzionale, sent. n. 58-2015, depositata ieri, che ha censurato una norma della Regione Piemonte (art. 16, comma 4, della lr 24/2002) che imponeva ai gestori di impianti di trattamento e riutilizzo di scarti animali il pagamento di un contributo in ragione della quantità di materiale trattato nell’anno. La somma doveva essere versata al comune di localizzazione degli impianti, con possibilità di destinarne una quota a favore dei comuni limitrofi o comunque interessati dall’aumento del traffico veicolare o da altre esternalità negative. La questione è stata sollevata dalla Commissione tributaria provinciale di Cuneo, cui un’azienda si era rivolta impugnando gli avvisi comunali di accertamento e liquidazione del contributo. Nel ricorso, si evidenziava come la Regione non avesse titolo a istituire un simile prelievo, poiché la competenza in materia spetta, Costituzione alla mano, allo Stato. La Consulta ha accolto tale tesi, richiamando l’art. 117, comma 2, lett. s) Cost., che individua una potestà legislativa esclusiva statale in materia di «tutela dell’ambiente e dell’ecosistema». In tale ambito, in base alla consolidata giurisprudenza costituzionale, rientra anche la disciplina dei rifiuti, quali devono essere considerati gli scarti animali. Pur trattandosi di un ambito che coinvolge anche le attribuzioni degli enti territoriali, si impone, secondo i giudici, una disciplina unitaria rimessa allo Stato «allo scopo di prefigurare un quadro regolativo uniforme degli incentivi e disincentivi inevitabilmente collegati alla imposizione fiscale, tenuto conto dell’influenza dispiegata dal tributo (i cosiddetti “effetti allocativi”) sulle scelte economiche di investimento e finanziamento delle imprese operanti nel settore dei rifiuti e della loro attitudine a ripercuotersi, per l’oggetto stesso dell’attività esercitata da tali imprese, sugli equilibri ambientali».

Applicazione concorrente dello split payment, i chiarimenti della Circolare 14/E.

1 aprile 2015 Pubblicato nella categoria News 

Doppio regime Iva sul contratto avente per oggetto operazioni solo in parte soggette all’inversione contabile: l’imposta dovrà infatti applicarsi con il meccanismo speciale su dette operazioni e con le regole ordinarie sulle altre. Sarà pertanto indispensabile individuare distintamente la base imponibile imputabile a ciascun regime e si renderà opportuna, ancorché non obbligatoria, per agevolare l’esecuzione degli adempimenti, l’emissione di distinte fatture. Per le operazioni nei confronti degli enti non commerciali, poi, occorre distinguere l’eventuale parte imputabile all’attività istituzionale, alla quale non è applicabile l’inversione contabile. Di conseguenza, per gli acquisti fatti dagli enti pubblici, si profila l’applicazione concorrente, sulla stessa operazione, di entrambi i regimi speciali dell’inversione contabile dello «split payment».

Circolare n. 14_E del 27 marzo 2015