Archivio di maggio 2015

Comunicazione n. 15/2015

19 maggio 2015 Pubblicato nella categoria News 

Roma,19 maggio 2015
Prot. n. 74/2015

COMUNICAZIONE 15/2015

A TUTTE LE AZIENDE
ASSOCIATE ANACAP

LORO SEDI

La commissione istituita per la redazione di un testo normativo che disciplinerà il tributo unico (IMU secondaria) che, a far data dal 1 gennaio 2016, sostituirà l’imposta comunale sulla pubblicità e la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, ha concluso i suoi lavori, presentando il documento che si allega.

Prima di trasmetterlo sia al Ministero dell’Economia e delle Finanze che all’ANCI, e previa approvazione da parte del Consiglio Direttivo, voglia codesta Società suggerire le modifiche ed integrazioni al testo medesimo ritenute necessarie ed opportune. Tali eventuali integrazioni dovranno essere proposte entro dieci giorni da oggi, affinchè possano poi essere riordinate con l’approvazione del testo in via definitiva.

In attesa di quanto sopra e ringraziandoVi per la disponibilità, porgo i miei più cordiali saluti.

IL PRESIDENTE
– Avv. Pietro di Benedetto –

Illegittimi gli aumenti sulla ICP dopo il 26 giugno

19 maggio 2015 Pubblicato nella categoria News 

Dal 26 giugno 2012 non è più possibile aumentare le tariffe dell’imposta sulla pubblicità, ma restano validi gli aumenti effettuati prima di quella data. Lo ha chiarito il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana con il parere 368/2015, reso in sede di esame di un ricorso straordinario al presidente della Regione.

L’articolo 11, comma 10, della legge 449/1997 (Finanziaria 1998) consentiva ai Comuni di aumentare l’imposta sulla pubblicità e le affissioni fino a un massimo del 20% a decorrere dal 1° gennaio 1998 e fino a un massimo del 50% dal 1° gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato. Dopo il blocco dei tributi, introdotto dal 2008, il Dl 16/2012 sulle semplificazioni fiscali ha sbloccato dal 2012 la possibilità di aumentare le aliquote e le tariffe di tutti i tributi locali, superando così l’incertezza che si era venuta a determinare sulla permanenza del «blocco» dopo l’abrogazione dell’articolo 1 del Dl 93/2008, disposta dal Dl 201/2011. Tuttavia l’articolo 11, comma 10 della legge 449/1997 è stato abrogato dal Dl 83/2012 (decreto «sviluppo») e quindi dal 26 giugno 2012 non è più possibile aumentare le tariffe relative all’imposta sulla pubblicità e al diritto sulle pubbliche affissioni.

Consiglio di giustizia amministrativa, regione Sicilia

Annullamento in autotutela per gare ASMEL

18 maggio 2015 Pubblicato nella categoria News 

La deliberazione 32/2015 dell’Autorità nazionale anticorruzione ha esaminatoil ruolo della società costituita dal consorzio Asmez, rilevando che essa non è configurabile come organismo di diritto pubblico dal momento che si configura come un soggetto operante in modo del tutto autonomo dagli enti locali; in base a queste considerazioni, l’Anac ha stabilito che le gare poste in essere dalla stessa società sono prive del presupposto di legittimazione.

L’affermazione dell’Anac dell’assenza del presupposto di legittimazione obbliga quindi le amministrazioni a prendere in considerazione la validità delle gare sin qui espletate, in particolare di quelle che potrebbero essere oggetto di ricorso davanti al Tar da parte di operatori economici sulla base di questa motivazione. E’, quindi, ipotizzabile l’utilizzo degli strumenti di autotutela previsti dalla legge n. 241/1990 e, in particolare, dell’annullamento, qualora l’amministrazione (quale stazione appaltante) riconosca l’illegittimità del sistema di delega ad Asmel e conseguentemente delle procedure svolte dalla società per suo conto.  Da ciò scaturisce come conseguenza la possibile nullità del contratto, anche parziale, sulla base tuttavia della pronuncia del giudice amministrativo in base agli articoli 121 e 122 del Codice del processo amministrativo.

Comunicazione 14/2015: definita la questione ASMEL

12 maggio 2015 Pubblicato nella categoria News 

Roma, 12 maggio 2015

Prot. n. 71/2015

COMUNICAZIONE 14/2015

A TUTTE LE AZIENDE

ISCRITTE ALL’ALBO

 LORO SEDI

 

Dopo circa due anni dal primo esposto inviato da ANACAP all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (oggi ANAC) e dopo ulteriori ripetuti solleciti, la parola fine può pronunciarsi sulla vicenda ASMEL.

L’Autorità, con Delibera n. 32 del 30 aprile 2015, resa all’esito di una istruttoria lunga e complicata, con motivazione puntuale e diffusa ha così statuito:

«- Il Consorzio Asmez e la società consortile Asmel a r.l. non rispondono ai modelli organizzativi indicati dall’art. 33 comma 3-bis del d.lgs. 163/06, quali possibili sistemi di aggregazione degli appalti di enti locali, sulla base delle considerazioni contenute nella parte motivazionale del presente atto deliberativo;

– pertanto, la società consortile Asmel a r.l. non può essere inclusa tra i soggetti aggregatori di cui all’art. 9 del d. l. n. 66/2014, né può considerarsi legittimata ad espletare attività di intermediazione negli acquisiti pubblici, peraltro senza alcun limite territoriale definito;

– conseguentemente, sono prive del presupposto di legittimazione le gare poste in essere dalla predetta società consortile Asmel;

– dà mandato all’Ufficio istruttore di inviare la presente deliberazione alla società consortile Asmel a r.l., all’ANACAP, all’ANCE, all’Osservatorio Regionale del Piemonte, alla Confindustria di Cuneo e al comune di Caggiano;

– si dispone l’invio della presente deliberazione all’Avvocatura Generale dello Stato.»

Le conclusioni rassegnate nella Delibera suindicata non lasciano margini a dubbi: le gare poste in essere da ASMEL sono nulle e non produttive di effetti ed integrano, ad avviso di chi scrive, anche il reato di usurpazione di funzioni pubbliche.

Ineludibile conseguenza di tale nullità è la illegittimità degli affidamenti intervenuti, con obbligo degli Enti affidatari di revocarli in autotutela, e l’obbligo di ASMEL di restituire quanto indebitamente percepito dalle società affidatarie.

ANACAP si farà carico di inviare a tutti i comuni della Campania, Piemonte e Calabria, nonché ogni altro comune intervenuto, copia della suindicata Delibera dell’Autorità.

Distinti saluti.

 IL PRESIDENTE

– Avv. Pietro di Benedetto –

All. 14_ALL_delibn32del30aprile20151

Direttiva appalti pubblici, A.S. n. 1678. Estratto del resoconto di seduta parlamentare.

4 maggio 2015 Pubblicato nella categoria News 

Legislatura 17ª – 5ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 390 del 30/04/2015

IN SEDE CONSULTIVA

(1678) Delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2014/25/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE
(Parere alla 8ª Commissione sugli emendamenti. Esame e rinvio)

Il senatore BROGLIA (PD), in sostituzione del relatore Sposetti, illustra il nuovo testo interamente sostitutivo del disegno di legge presentato dal Governo, segnalando, per quanto di competenza, che occorre valutare dal punto di vista delle conseguenze finanziarie l’attribuzione all’ANAC di ulteriori ampie funzioni, disposta dal comma 1, lettere f), i) e n) dell’articolo unico. Occorre altresì un chiarimento sulla realizzazione della banca dati centralizzata dei requisiti di qualificazione, prevista dalla successiva lettera g). Necessita di un chiarimento anche la lettera r) del comma 1, che esclude l’insorgenza di nuovi oneri dalla revisione del sistema di garanzia globale di esecuzione. Deve poi valutarsi la lettera aa) del medesimo comma 1, la quale prevede si premino in sede di gara i soggetti locali e le piccole imprese, dal momento che la previsione potrebbe risultare in contrasto con i principi di libera circolazione e di concorrenza a livello europeo. Occorre acquisire un’indicazione circa la portata della lettera bb), ove si prescrivono meccanismi di pubblicità, trasparenza e concorrenza nell’ambito delle procedure di affidamento diretto: non è pienamente comprensibile se la disposizione miri a ridefinire l’ambito dell’in-house providing (con le relative conseguenze sul piano finanziario) e come si intendano coniugare i concetti di valutazione comparativa ed affidamento diretto. Da ultimo, la creazione – ad opera della lettera cc) – di una distinta categoria di prestazioni di servizi labour intensive e la prescrizione di clausole sociali volte alla salvaguardia del personale già impiegato in precedenti gestioni comportano il rischio di maggiori oneri per l’ente pubblico e di contrasto con la normativa europea vigente. Ritiene non vi siano ulteriori osservazioni di competenza da formulare.

Il vice ministro MORANDO si riserva di fornire i chiarimenti richiesti.

Il seguito dell’esame è dunque rinviato.

All. Disegno di legge n. 1678