Scadenza al 1 febbraio 2017 per sanatoria cartelle

2 gennaio 2017 Pubblicato nella sezione News Tags:  

Per i Comuni, il 1° febbraio 2017 è prevista la scadenza del termine per adottare la disciplina della definizione agevolata delle cartelle di pagamento, in forza di delibera consiliare. La disposizione, contenuta nell’articolo 6-ter del Dl 193/2016, impone agli Enti Locali che riscuotono coattivamente le proprie entrate  con l’ingiunzione di pagamento, un termine inderogabile.
Rientrano nella definizione agevolata le ingiunzioni notificate sino al 31 dicembre 2016 e non ancora pagate. È corretto includere nella sanatoria tutti gli atti spediti entro la fine dell’anno, a prescindere dalla data in cui sono stati ricevuti dal debitore. Sotto il profilo oggettivo, possono essere definite tutte le entrate comunali, con le sole eccezioni previste nell’articolo 6, comma 10 del Dl 193/2016. Tra queste, le sanzioni per violazione dei regolamenti comunali (articolo 7-bis del Tuel). Non essendo queste collegate né a violazioni tributarie né a violazioni contributive, infatti, è fatto divieto di includerle nella sanatoria. Va inoltre precisato che, poiché l’unico beneficio è rappresentato dall’eliminazione delle sanzioni, di fatto, le sole entrate ad esserne interessate   saranno quelle tributarie.

Si rammenta che la definizione agevolata implica l’annullamento delle somme dovute a titolo di sanzioni. Diversamente dalla sanatoria cd. nazionale, restano invece dovuti gli interessi di mora. In caso di definizione delle multe stradali, lo sconto è rappresentato invece proprio dai soli interessi di mora.

Nel regolamento che l’Ente ha facoltà di adottare dovranno essere delineati: il numero delle rate.  (si noti che l’ultima rata non può comunque andare oltre il 30 settembre 2018); il termine per la presentazione della domanda, su modello predisposto dall’ente; la data entro cui il Comune o il concessionario locale deve comunicare al debitore gli importi dovuti.
L’art. 6-ter, inoltre, non lascia spazi di manovra al Comune per quanto concerne la  disciplina della decadenza della procedura agevolata. A tal proposito, è sufficiente il ritardo anche solo di un giorno nel pagamento delle rate per perdere tutti i benefici di legge. Di conseguenza, saranno riattivate le procedure esecutive per l’intero debito originario. Con riferimento alle liti pendenti, invece, va confermato il principio secondo cui il perfezionamento dell’accesso alla definizione comporta l’obbligo di rinunciare alle stesse.

Per quanto concerne i rapporti con dilazioni precedenti e quelli con procedure esecutive già in corso, la disposizione nulla prevede. Dunque, ai Comuni viene lasciata facoltà di non prevedere in regolamento la distinzione tra dilazioni in corso e dilazioni decadute, e di stabilire che la presentazione della domanda blocca anche la prosecuzione dei pignoramenti in corso, compresi i pignoramenti presso terzi, diversamente da quanto accade a livello nazionale. In tal modo, sarebbe assicurata la par condicio creditorum.

In ultimo, l’art. 6-ter lascia ampia libertà di manovra circa modalità di versamento. Semmai, in analogia con la disciplina nazionale, può essere utile stabilire il divieto di pagamento con il modello F24, al fine di evitare la compensazione con crediti d’imposta.

Commenti non consentiti